Un trucchetto per far mangiare le verdure ai bimbi

La tipica conversazione andava più o meno così:

– Ma come gliele prepari? – chiedevo io.

– Bollite, ai bambini non bisogna dare roba fritta.

– Vero, ma a te piacciono come gliele prepari?

– Che c’entra, mica sono un bambino, io! – rispondevano piccate.

– Sì, ma se una cosa è insipida (o immangiabile, gulp), lo è indipendentemente dall’età di chi la mangia – pensavo io, tacendo perché non volevo provocare inutili offese.

Poi è toccato a me: ho presentato al nipotino un piatto di carote bollite e lui, pur essendo quel che si può dire una “buona forchetta”, ha prontamente sputato la prima (e unica) forchettata che ha messo in bocca. Stessa cosa è avvenuta con gli zucchini. Quindi il problema esisteva, ahimè.

Non potevo abbandonare le verdure, ma per farle accettare dovevo trovare un altro modo di presentarle… Bingo! Forse la presentazione era la chiave del problema?? E così puntando sulla forma e aggiustando un po’ i gusti, ho inventato un trucchetto per far felice mio nipote anche con le verdure.

Ecco una ricetta che è piaciuta a tutta la famiglia. Provate a farla e scriveteci com’è andata!

Ingredienti per 4 persone:
  • 600 g di verdure bollite (in questo caso ho usato i broccoli, ma vanno benissimo anche altre verdure come carote, zucchini, ecc.
  • 2 uova
  • 100 g di formaggio grattuggiato
  • 3 cucchiai di farina
  • un pizzico di sale

Preparazione

  1. Fate bollire le verdure e passatele nel passa-verdure.
  2. Aggiungete le uova, il formaggio e la farina amalgamando il tutto. Regolate di sale. Si ottiene così un impasto cremoso contenente tutti gli ingredienti utili a un pasto completo: fibre vegetali dalla verdura, carboidrati dalla farina, proteine da uova e grassi dai formaggi.
  3. Disponete l’impasto in una teglia con un po’ di fantasia. Mio nipote ha scelto di fare un gatto. Mezza oliva per l’occhio e un pezzetto di pomodoro per il naso, una spolverata di parmigiano hanno completato il capolavoro.
  4. Una passata in forno a 180° per circa 15 minuti per ottenere una bella doratura e la cena per 4 persone è pronta.

Bon appétit!




La barca fai-da-te in meno di 5 minuti

Per i piccoli abbronzati, possiamo fare una barca a vela, come simbolo dei bei ricordi del mare. Un piacevole particolare – tutto il lavoro richiederà non più di 5 minuti.

Ecco come.

Età 2-7 anni
Tempo 5-10 min
Dove Nella vasca da bagno
Occorrente3 tappi da vino, 2 elastici come quelli che chiudono i mazzi dell’insalata o degli asparagi, uno stuzzicadenti e un pezzo di plastica (quella dei divisori dei raccoglitori va benissimo)
Descrizione 1. Legate i tre tappi con i due elastici in modo da ottenere la superficie piatta, come quella della zattera.
2. Tagliate una vela triangolare o rettangolare dal pezzo di plastica
3. Fate due buchi nella parte alta e nella parte bassa della vela (con un ago, un chiodo o una puntina, ecc.)
4. Infilate la vela sullo stuzzicadenti
5. Fate un buco nel tappo di mezzo per infilare lo stuzzicadenti-albero
6. Fissate lo stuzzicadenti con la vela sulla zattera, fatta dai tappi.

Adesso la barca è pronta per essere lanciata in una bacinella oppure direttamente nella vasca. Potete fare le barche con bandiere diverse e provare a far la gara, soffiando sulle vele delle barche.

Un suggerimento, con un ventaglio si possono generare venti tempestosi.
Se si costruiscono più barche si possono fare le regate e vedere quale barca vince!
CauteleSe giocate con questa barca nella vasca da bagno, fate attenzione che i pezzi dell’albero (stuzzicadenti e la vela) non finiscano nello scarico.
Costo0 euro
Perché ci piace# Sviluppa la manualità

# Si fa in un attimo

# Dimostra l’azione della forza dell’Archimede (i tappi che non affondano)

# Permette di studiare il comportamento degli oggetti galleggianti sulla superficie d’acqua (cosa succederebbe se si toglie la vela? se la vela fosse fatta di un materiale permeabile? che traiettoria segue la barca? è possibile a capovolgerla? Ecc.)

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Il materiale necessario

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La stessa barca con la vela rettangolare




Disegniamo con le impronte

Il gioco che vi proponiamo oggi è tratto dal libro di Ed Emberley Fingerprint Drawing Book. Armatevi di colori semplicissimi (come ad esempio la tavoletta di Ikea della foto) e di una penna nera a inchiostro.  

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Preparatevi a scoprire cose nuove sul bambino vicino a voi: forse i suoi interessi vi sorprenderanno, così come quello che pensa lui delle sue capacità. Ad esempio ho sentito dire da mio figlio: “Mamma, lasciami fare le orecchie, che le so fare proprio bene”.


Età A partire da 3 anni
Tempo 20-30 min
Dove A casa
OccorrenteUna tavoletta di colori tipo acquerelli o gouache (oppure cuscinetti imbevuti di inchiostro come quello per i timbri), carta bianca, penna nera a inchiostro o pennarello nero a punta sottile.
Descrizione 1. Scegliete un personaggio o un oggetto che vi piacerebbe disegnare (in fondo alla tabella troverete le istruzioni per fare pesciolini, lumache, coccinelle, farfalle, scheletri e unicorni, una volta che avete capito la tecnica potrete disegnare qualsiasi cosa).

2. Prendete un po’ di colore sul dito (se serve, usate il pennello per distribuire bene il colore) e fate un’impronta sulla carta. Provate a lasciare le impronte con le dita diverse: dovreste ottenere cerchi piccoli, cerchi grandi ed ellissi. Per fare una cosa regolare usate questo algoritmo:

- Applicare il colore sul dito
- Premere il dito contro la carta e contare fino al 3
- Staccare il dito senza smuovere la carta

3. Lasciate asciugare le impronte per circa 5 minuti.

4. Aggiungete con la penna i dettagli rimanenti del personaggio/animale/oggetto: occhi, bocca, braccia, gambe, baffi, capelli, ecc.

Se il bimbo ha qualche difficoltà, proponetegli di disegnare sulle vostre impronte che sono più grandi e voi invece lavorerete sulle sue.
CauteleVisto la natura del gioco, avrete le dita e le mani sporche di colore per tutta la durata dell'attività. Tenete a portata di mano la carta casa o uno straccio per pulire l’eccesso di colore.
CostoMassimo 3 euro per la tavoletta dei colori
Perché ci piace # Sviluppa la fantasia

# Aiuta ad allenare i piccoli muscoli nelle mani che sono importantissimi per scrivere nonché per avere una padronanza eccezionale delle dita

# Vi fa vedere bene gli interessi del bambino (forse vi sorprenderanno)

# Mostra al bambino come le idee che ha nella mente possono materializzarsi in modo abbastanza semplice.

 

Ecco il nostro primo lavoro:

Il secondo lavoro:

E infine il foglio con alcuni passaggi intermedi per produrre i vostri capolavori

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Uova dei dinosauri

Ho finito quasi per prendere gli appunti da Wikipedia, perché all’inizio non c’era verso di memorizzare ‘sti “sauri-nomi”! Al momento, posso dirvi che il dinosauro che mi sta più simpatico è l’oviraptor, perché aveva le piume (nei libri le dipingono di color turchese) che personalmente trovo molto chic… e quello con le placche ossee, che piace tanto a mio figlio, si chiama stegosauro.

Nonostante questi approfondimenti scientifici, penso che l’amore per le “lucertole terribili” abbia anche una dimensione magica. Dimensione che ho trovato in pieno nel libro russo «Айсберг на ковре или во что поиграть с ребенком» (“L’iceberg sul tappeto o a cosa giocare con i bimbi”) dell’autrice russa Asia Baryakina.

Ed ecco come abbiamo fatto noi per immaginare di vivere un po’ in quel tempo: abbiamo giocato a far schiudere uova di dinosauri! Devo dirvi che questo gioco è assai privo di ragionamento, ma fa impazzire i bimbi. Li fa saltare di gioia, felici e contenti. Qualsiasi spiegazione che farete su dove vivevano o cosa mangiavano a colazione sarà accolto con la massima attenzione e gioia. E se aspettate piccoli ospiti a casa, saprete cosa mettere nel freezer per loro 😉

Età 3 – 7 anni
Tempo 20-40 min + tempo di attesa (minimo 4 ore, meglio una notte) tra la fase 1 e la fase 3
Dove A casa, particolarmente adatto per una giornata calda
OccorrenteUn palloncino gonfiabile di dimensioni normali (non piccolo), modellini di dinosauri in plastica (al massimo 4-5 cm), una siringa, dei colori e un po’ di sale.
Indispensabile la presenza di un freezer in casa per produrre le “uova”.
Descrizione Il gioco consiste nel produrre uova di ghiaccio contenti un modellino di dinosauro per poi far “nascere” il dinosauro sciogliendo il ghiaccio.
Si divide in 3 fasi:
1- Preparazione dell’uovo
2- Attesa che l’uovo si solidifichi nel freezer
3- Schiusa dell’uovo

Fase 1: Preparazione dell’uovo

- Riempite il palloncino d’acqua. Si fa così: si infila il palloncino nell’estremità del rubinetto e si apre l’acqua pian pianino. Poi quando la dimensione del palloncino pieno d’acqua è sufficiente, si sfila il palloncino con cura mantenendone il collo aperto e tirato (altrimenti si chiuderà automaticamente e l’acqua vi schizzerà in faccia!)
- Inserite con delicatezza il modellino di dinosauro nel palloncino pieno d’acqua.
- Chiudete il collo del palloncino con un nodo in modo che l’acqua non fuoriesca.

Fase 2: Attesa che l’uovo si solidifichi nel freezer

- Mettete il palloncino, che ha esattamente la forma di un uovo, nel freezer e attendete che l’acqua si solidifichi in ghiaccio.
- Il tempo di attesa, ovviamente, dipenderà dalla quantità di acqua contenuta nel palloncino e dalla temperatura del freezer (per non sbagliare tempi di solidificazione si consiglia di preparare l’uovo il giorno prima e farlo schiudere il giorno successivo)

Fase 3: Schiusa dell’uovo

Questa è ovviamente la parte più bella del gioco.

- Insieme con il vostro bimbo, tirate fuori l’uovo dal congelatore. Io per, lo scopo del gioco, ho ribattezzato il freezer “Frosenland”
- Eliminate il palloncino, tagliandolo, in modo da avere l’uovo di ghiaccio senza alcun guscio.
- Mettete l’uovo un attimo sotto l’acqua fredda per rendere la superfice liscia e voilà – potete ammirare l’uovo di dinosauro nella sua bellezza primordiale.
- Per proseguire e assistere alla “nascita” del dinosauro, noi, di solito, usiamo alcuni accorgimenti:

1) mettiamo l’uovo in una teglia di alluminio e lo spruzziamo con acqua calda per meglio osservare come man mano il ghiaccio si scioglie.
2) cospargiamo l’uovo con sale per creare effetti di corrosione sulla superficie
3) prepariamo bicchieri con acqua colorata e, con l’aiuto di una siringa, iniettiamo i colori nell’uovo

- A poco a poco il ghiaccio si scioglie e…. nasce il piccolo dinosauro!
- Volendo potete mettere l’uovo nella vasca da bagno quando si fa il bagnetto.
CauteleVisto che giochiamo con acqua e colori è opportuno mettersi su una superfice bagnabile, nel nostro caso – in bagno.
I colori possono macchiare i vestiti, quindi scegliete qualcosa che possa essere dismesso o colori lavabili.
CostoMassimo 5 € per i modellini di dinosauri e i palloncini, ma sovente sono oggetti già presenti in casa, quindi il costo è nullo.
Perché ci piace#È semplice

#Non è il solito gioco dei dinosauri

#Fa lavorare l’immaginazione

# Aiuta il bambino ad esplorare e conoscere il ghiaccio

# Si svolge in più fasi: preparazione delle “uova”, attesa che le “uova” si solidifichino, “schiusa delle uova”. Questo permette al bambino di rafforzare la concezione del tempo e mettere in relazione il concetto di tempo con l’evolversi degli eventi.

Ecco le foto del nostro esperimento 🙂

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L’uovo uscito da Frosenland

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Tutto pronto per colorare

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La nascita!

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Perché giocare per gli adulti è difficile?

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Una cosa un po’ noiosetta? Con il retrogusto di fare le cose stupide e di dover sorridere alle battute che non hanno senso? Forse a un certo punto vi chiedete se è normale provare questi sentimenti con i propri figli. Esistono genitori che si divertono per davvero? È normale che non siamo perennemente entusiasti di giocare?

La risposta breve – si, è normale. Non siamo più bambini, abbiamo i nostri interessi, la casa da pulire e mille problemi da risolvere per organizzare la vita attorno a questi piccoli fiori. La mamma perfetta e il papà-modello sempre sorridenti, adoranti di qualsiasi cosa produca la loro prole è la più grande invenzione dell’era pubblicitaria.  

La risposta lunga è che per giocare e divertirsi nel frattempo, secondo noi, basterebbe affrontare questa attività da una prospettiva diversa.  

Ma, prima di passare alle soluzioni, provate a ricordarvi com’era per voi giocare da piccoli. Io, ad esempio, mi ricordo le farfalle nella pancia quando c’era da scegliere i vestiti per le mie adorabili bambole, un senso di avventura quando andavamo a nascondere i nostri tesori nel giardino della scuola, un senso di quasi onnipotenza quando facevo una minestra dalle cose improbabili imitando la mia mamma. Era bellissimo, potevo passare ore a fare queste cose. Se ci penso, anche adesso sono un’avventuriera che adora scegliere i vestiti e preparare piatti immangiabili inimmaginabili. Forse una speranza c’è anche per noi, adulti, di ritrovare quella leggerezza nel gioco?  

Secondo noi – sì. Provate ad applicare queste semplici regole, pensate per trovare la soluzione al problema, eliminare il “singhiozzo” che nel mondo degli adulti ostacola la libertà di gioco.   

1) La prima regola dei bimbi – giocare a quello che piace 

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Problema di base: dover giocare a cose che vi sono indifferenti o peggio ancora, antipatiche. 

Secondo voi, sarebbe possibile costringere un bambino a giocare a qualcosa che non gli piace?  

Ecco. I bimbi sono davvero egocentrici quando si tratta del gioco e partono sempre da quello che piace a loro in ogni dato momento. Perché pensate che con voi, adulti, invece può funzionare? Perché fate cose ben più difficili nella vita e la forza di volontà non vi manca, vero? Ma forse non è quello che serve per giocare… Forse per partire con il piede giusto bisognerebbe partire dal centro del proprio universo, dallo zero cartesiano, in altre parole, da quello che piace proprio a voi. Il gioco proviene dallo stesso posto dove nasce la creatività, senza l’interesse entrambe le cose non possono esistere.  

Come fai allora a entusiasmarti di un argomento che trovi banale? Cerca i punti di convergenza dove il gioco può esistere per entrambe le parti: i settori dove si incrociano i tuoi interessi con quelli del tuo bambino. A tua figlia piacciono le bambole e a te le macchine? Provate allora a scegliere insieme da una rivista di auto una macchina adatta per ogni sua bambola, perché lo sappiamo, no, che anche le macchine hanno la loro personalità, esattamente come le Barbie e le principesse. A te piace la musica classica e tuo figlio invece è un tipetto vivace? Chiedigli allora di inventare un balletto per 2-3 pezzi forti che gli farai sentire (Čajkovskij, Wagner e Vivaldi vanno benissimo) e poi di insegnarlo a te. È chiaro il principio? 

La buona notizia è che hai due grandi risorse a tua disposizione: 

  • i tuoi interessi attuali (macchine, tecnologia, trucco, disegno, fotografia, ecc.) 
  • i tuoi interessi da piccolo (realizzati o no, ma guarda bene soprattutto a quelli non realizzati) 

Diffida dell’imitazione però – se non sei autentico, se fingi di essere interessato, il tuo bimbo lo capirà subito. L’unica soluzione è tirare fuori davvero le tue passioni. 

2) La seconda regola dei bimbi – usare alla grande il pensiero magico 

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Problema di base: non riuscire a parlare la stessa lingua, a trovare un linguaggio comune.  

Lo so, la magia è un discorso pesantissimo per gli adulti, ma in questo caso ‘pensiero magico’ è un termine specifico, che si usa nell’ambito di psicologia e pedagogia per descrivere un comportamento. 

Ecco la definizione tratta dalla rivista “Un pediatra per amico”:

Nei primi sette anni di vita il pensiero del bambino può essere definito come magico. Questa modalità, in buona misura contrapposta a quella logica degli adulti, è caratterizzata dall’incapacità di distinguere i propri pensieri, desideri, emozioni da quelli degli altri esseri umani; inoltre, questo tipo di pensiero è permeato di animismo, attribuisce cioè sentimenti, volontà, possibilità di azione a tutti gli altri esseri del mondo, anche a quelli inanimati. 

Il punto importante qui è capire che questo tipo di pensiero non è privo di ragionamento. Il bambino produce in continuazione le idee e le storie con legame causa-effetto. È solo che le regole di questi legami sono più flessibili. Il pensiero magico esiste perché ha delle funzioni specifiche: serve a sciogliere le paure, soprattutto quella dell’ignoto, a calmare l’ansia e incanalare altre emozioni forti nonché per trovare una spiegazione su come funziona questo mondo.

Come puoi usarlo anche tu? Il tuo bimbo ti chiede un gioco un po’ costoso che non hai intenzione di comprare subito? Proponigli di disegnarlo o fate su un foglio di carta un ‘piano d’acquisto’ per quando arriverà. Contrariamente a quello che uno può pensare, non è una presa in giro, è un modo per incanalare quel desiderio fortissimo che ha il bambino nel confronto di quel gioco, gli offrirà un sollievo.

3) La terza regola dei bambini – tutto è un gioco 

Problema di base: sentire la mancanza di idee, giocattoli, libri specifici, area gioco adeguata, ecc. 
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Per giocare con i vostri figli non vi serve nulla oltre quello che avete già (non penso che viviate in uno spazio allestito alla Montessori, vero?). Il divertimento è una cosa molto più grande dei giochi educativi e (scusatemi questa ripetizione) è altrettanto educativo anche quando questo non è lo scopo. Qualche idea? Una gara per lavare i vetri, lavare i cerchi della macchina, arrampicarsi sull’albero accompagnato da papà o mamma solo per avere un’altra prospettiva, fare una torta, dipingere i muri (l’ho fatto, credetemi, è esilarante), correre in casa come matti, provare chi può gridare più forte, stare sdraiati sull’erba a guardare le nuvole, giocare alle città mentre si viaggia in macchina. Senza esagerare, praticamente qualsiasi cosa che avete oggi sulla vostra agenda può essere trasformata in un gioco (almeno in una parte). 

Divertitevi con gusto, provate queste regole e scriveteci come è andata. Ricordatevi che il periodo quando potete giocare con i vostri bimbi è breve, tra pochi anni finirà. Ci saranno altre cose da fare insieme, ovviamente. Ma il momento giusto per giocare è adesso. Pronti, Via! 




6 libri sulle emozioni che vale la pena a leggere con i bambini

Come probabilmente sapete già, a noi piacciono le cose chiare, semplici e pulite. Quindi  eccovi la nostra risposta senza fronzoli – i libri sulle emozioni è un bel investimento nell’educazione dei bimbi per un semplice motivo: per imparare a gestire le emozioni, devono, come minimo, saper individuarle. La prossima volta che li parlerete dell’arroganza, della confusione e del sindrome di abbandono, avrete un po’ più chance per essere compresi.

  1. I colori delle emozioni di Anna Llenas

libro 1

Adatto ai bimbi di 3 – 4 anni 

‘I colori delle emozioni’ è una sorte di enciclopedia delle emozioni presentata in abbinamento con colori. Questo gioco rende il processo educativo più immediato e più intuitivo per i piccoli lettori.

A nostro avviso è più indicato per i bimbi che non parlano ancora tantissimo, perché le parole sono poche. Per lo stesso motivo andrebbe bene anche per l’età inferiore a 3 anni.

Un dettaglio in più – il personaggio principale è un mostricciattolo simpaticissimo, molto facile da copiare a mano per usarlo in altri giochi artistici.

  1. Il libro delle emozioni di Amanda McCardie

libro 2

Adatto ai bimbi di 5 – 8 anni 

Ottimo libro con linguaggio semplice, ma non banale, con illustrazioni divertenti e storie dove uno si immedesima facilmente.   

Il dettaglio che ci piace di più è la descrizione delle varie situazioni tipiche che succedono spesso in famiglia, è un modo perfetto per affrontare quello che uno prova e indicare i comportamenti sgradevoli senza fare una predica

3. Mi vorrai sempre bene, mamma? di Astrid Desbordes

libro 3

Adatto per i bimbi di 3 – 4 anni 

Abbiamo aggiunto questo libro alla selezione sulle emozioni perché parla del pilastro portante della vita emotiva di un bambino – l’amore incondizionato della mamma. Ve lo consiglio, è un gioiello sull’amore materno, che non dipende dai comportamenti del bambino. Mi dà una gioia immensa vedere come si illumina la faccia di mio figlio quando ripete: ‘mi vuoi sempre bene, mamma, vero? anche quando sei arrabbiata’. 

  1. Le fate ci insegnano… L’empatia di Rosa Maria Curto, Aleix Cabrera

libro 4

Adatto per i bimbi di 5 – 8 anni

La storia della fatina Derna con bellissime illustrazioni ad acquarelli, che insegna in modo gentile e credibile che cosa significa mettersi nei panni di un’altra persona. Un caso raro di lettura fiabesca, gradevole per gli adulti e utile per i bambini. 

5. Le mie emozioni. I quaderni Filliozat di Isabelle Filliozat, Virginie Limousin, Eric Veillé

libro 5

Adatto per i bimbi di 5 – 8 anni

Quaderno pratico con tante attività da fare con i figli, sempre sull’argomento delle emozioni. Standard di qualità francese – bello, informativo ed efficace.

 6. Emozionario. Dimmi cosa senti di C. Scalabrini 

libro 6

Adatto per i bimbi di 6 – 10 anni

E per ultimo vi segnaliamo questo dizionario delle emozioni – emozionario appunto. Rappresenta un altro livello di profondità rispetto ai libri elencati sopra, parla della solitudine, felicità e frustrazione, gioia e noia. Secondo noi, è particolarmente adatto come un supporto didattico nello svolgere altre attività relative alle emozioni, è un valido aiuto agli adulti per spiegare l’inspiegabile e sistematizzare le proprie conoscenze prima di passarle ai bambini.

Buona lettura!

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Giochi senza età: la trottola

Quando la si vede girare sulla sua piccola punta, affascina. Ruotando e ondeggiando si sposta e descrive traiettorie a spirale. Noi imprimiamo il movimento con una corda o anche solo con le dita e la trottola subito vive una vita tutta sua, gira su se stessa e descrive curve sinuose. Perchè?

Questo oggetto, semplicissimo nella forma, è un esempio pratico della complessità delle leggi fisiche del moto. Le forze che fanno girare la trottola sul nostro tavolo sono le stesse che permettono alla Terra di descrivere la sua (quasi) eterna traiettoria attorno al Sole, generando le stagioni per l’inclinazione dell’asse terrestre. Ma anche le stesse forze che permettono alla Terra di girare su se stessa, generando il giorno e la notte, e permettono alla Luna di girare attorno alla Terra, generandole fasi lunari.

È sufficiente lanciare la trottola con inclinazioni diverse e si può subito osservare come cambiano sia il tempo di rotazione sia la traiettoria descritta.

Evoluzione recentissima della trottola è il famoso fidget spinner che sfrutta il principio di rotazione per mettere in movimento sincrono due o più trottole, collegate tra loro.

Un caso del tutto particolare di trottole sono le… ballerine di danza classica quando eseguono le piroette.

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Le ballerine imparano la difficile arte di utilizzare al meglio la composizione delle forze di rotazione per stare dritte sulla punta di un piede e generare splendidi volteggi con il proprio corpo.

Le trottole in commercio:

  1. 6 piccole trottole in legno
  2. Trottola vintage con i fiori
  3. Trottole giapponesi da combattimento Bayblades

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Giocare come le orche

Spostiamo per un attimo il nostro focus dall’ homo sapiens alle orche, i più grandi dei delfini, dalla distinta colorazione bianconera. Esistono numerose prove della loro intelligenza, ma per non divagare troppo vi racconto solo questo: alla fine dell’ 800 è stato documentato il caso delle orche che aiutavano i marinai delle baleniere, avvertendoli con segnali sulla presenza della balena nelle acque, in cambio di un ‘assaggio’ del pescato, dopo che la balena fosse tirata fuori dall’acqua (fonte). Direi che, come minimo, sono furbe. 

Eccovi un video di National Geographic , che fa vedere come un gruppo di orche attacca una balena blue (l’animale più grande che esiste sulla terra in questo momento). Se paragoniamo un’orca a una macchina media in termini di dimensioni, la suddetta balena sarebbe un turbo-treno, capace di sviluppare alta velocità in pochi secondi. A seguito dell’attacco la balena naturalmente scappa (in un battibaleno?). E cosa fanno le nostre orche? Stanno lì tranquille e ridacchiano contente (ok, me lo sono immaginato io, ma è molto verosimile). Notate, non sono molto preoccupate di inseguire la balena, le dicono:  

– Tranquilla, amica. Era solo uno scherzo, – interpretazione fornita dalla biologa marina Nancy Black, che osserva questi superpredatori nel loro habitat naturale da più di 25 anni. 

Era solo un gioco. Gli animali intelligenti giocano parecchio. Quelli più intelligenti giocano ancora di più. Non sappiamo esattamente a cosa serve: forse è un modo per modellare la realtà provando in stile leggero e scherzoso le situazioni che possono davvero accadere, oppure un’occasione per rinforzare i legami sociali dentro un gruppo… Una cosa è certa, il legame tra il gioco e l’intelligenza c’è. Perciò vorrei invitarvi a usare la scusa di dover passare il tempo con i vostri figli o nipoti per giocare un po’ di più. Per lo scopo evolutivo, ma anche per il semplice piacere di farlo.

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Giochi senza età: le biglie

Per grandi e piccini. Una piccola tecca con pollice e medio (oppure pollice e indice) e la pallina parte. 

Il gioco è tanto più interessante quanto più il percorso che la biglia deve fare per arrivare al traguardo è difficile e il pavimento è rugoso e scabro. Non è importante la forza impressa nello schiocco, ma l’abilità nel capire come imprimere il tocco per far sì che la biglia non si scosti dalla traiettoria che deve percorrere. In questo gioco i bambini sono velocissimi ad acquisire abilità nei lanci, facilitati dalle dita   piccole e da una sensibilità tattile maggiore, soprattutto se l’adulto non ha troppa esperienza.    

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È un gioco di tutta tranquillità da fare all’aperto tracciando le traiettorie su un terreno sabbioso oppure anche in casa, basta disporre di un tappeto con qualche disegno geometrico e poi via alla fantasia. Nei disegni si possono immaginare  muri o fossati, fitte foreste o sterminate savane. Chi riuscirà a raggiungere per primo il traguardo? 

Curiosità  

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Il gioco delle biglie ha avuto un impatto significativo nella vita di tutti noi: è alla base delle penne biro.

Si racconta che l’inventore della penna biro, l’ungherese László József Bíró, ebbe  l’intuizione di utilizzare una “punta a sfera” per scrivere, osservando alcuni bambini che giocavano a biglie. Osservò che quando una biglia passava in una piccola pozza di acqua, all’uscita dalla pozza, lasciava una traccia di umido sul terreno, tracciando una linea. Bíró perfezionò l’idea e brevettò la penna a sfera, più comunemente detta penna biro, proprio dal nome del suo inventore.

Il cuore della penna a sfera è costituito da una piccolissima pallina metallica, levigata con estrema precisione, che trasferisce su carta l’inchiostro contenuto in una lunga cannuccia collegata all’incavo in cui è contenuta.

Le biglie in commercio:

  1. 20 biglie di vetro
  2. Quercetti 06310 – Gioco Big Marbledrome 5 m
  3. Quercetti 06580 – Gioco Migoga Marble Run Super

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5 benefici sorprendenti del teatro per i più piccoli

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Vi siete mai chiesti perché molti bambini hanno un debole per i dinosauri? Io me lo chiedo di continuo da quando il mio figlio è entrato nell’età giurassica, per modo di dire. Gli piacciono i dinosauri giganti, lenti e pacifici, ma anche quelli carnivori con un po’ di grinta e i denti a rasoio, i bipedi e i quadrupedi; gli piacciono le loro corna, le placche ossee, le creste, le vele e le piume – ogni piccola cosa legata ai dinosauri lo affascina all’infinito.   

Effettivamente, perché? Perché per alcuni bimbi i dinosauri sono così affascinanti? 

La mia ipotesi è che certi bambini hanno bisogno di appropriarsi delle qualità che i dinosauri rappresentano – la forza fisica, la calma, la capacità di difendersi e difendere il proprio territorio nonché la capacità di superare gli ostacoli di ogni genere.

Questi pensieri mi hanno portato a fare una ricerca sul teatro, strumento d’eccellenza d’immedesimazione. Si è aperto un mondo! Le virtù del teatro sono difficilmente trovabili, riunite insieme, in altre attività, e offrono un aiuto gentile per la crescita dei piccoli. 

Ecco l’elenco concentrato di quelle che considero le sue virtù fondamentali

  1. Il Teatro aiuta a costruire la fiducia in se stessi

Anche i bimbi molto timidi in un paio di settimane riescono a diventare abbastanza fiduciosi in se stessi per fare parte di uno spettacolo. Non perché devono, ma perché recitare è divertente! 

  1. Il Teatro aiuta a sviluppare la concentrazione

I bambini a ogni sessione (lezione?) sono incoraggiati ad ascoltare i pensieri e le idee degli altri. E poi, per seguire la narrazione e memorizzare i punti importanti,  chiaramente serve una certa concentrazione (anche per gli adulti). 

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  1. Il Teatro aiuta a sviluppare le capacità linguistiche e di comunicazione in generale

Uso frequente di canzoncine, poesie, nonché del linguaggio tipico di certi personaggi (pensate a Mago Merlino o Re Artù), incoraggia lo sviluppo spontaneo del vocabolario. Ma non si tratta solo di parole! Gli attori forse, come in nessun’altra professione, sono consapevoli della comunicazione non verbale – espressioni facciali e linguaggio del corpo – sono gli strumenti che un attore impara a usare per comunicare in modo efficace.

  1. Il Teatro sviluppa l’intelligenza emotiva

Per immedesimarsi nei personaggi, i bambini devono fare uno sforzo per capire che cosa provano i protagonisti e quali sono le motivazioni che li spingono a fare certe cose e a dire certe parole. Sono incoraggiati a cercare queste emozioni dentro di sé e a provare a mostrarle nei momenti opportuni per essere credibili nel loro ruolo. E guarda caso proprio l’identificazione, la regolazione e l’utilizzo delle emozioni sono gli elementi principali dell’intelligenza emotiva (qui).

  1. Il teatro aiuta a diventare più resilienti

Abbiamo già parlato della resilienza nell’articolo “Che cos’è resilienza e perché è importante a svilupparla nei bambini?’’. Siamo convinti che il gioco sia uno strumento innato che i piccoli hanno a disposizione per imparare la resilienza. Il teatro in questo contesto sembra un ausilio d’eccellenza; mettendosi nei panni di vari personaggi, trovandosi nelle situazioni nuove, i bambini sviluppano inevitabilmente la plasticità mentale.  

Credo sia impossibile riassumerlo meglio di Shakespear:

“Tutto il mondo è un teatro e tutti gli uomini e le donne non sono che attori: essi hanno le loro uscite e le loro entrate; e una stessa persona, nella sua vita, rappresenta diverse parti”

Vorrei precisare che il teatro di cui parliamo non è quello di Cechov o di Goldoni, ma è una via di mezzo tra i giochi di ruolo, i giochi del ‘far finta’ e la classica recita teatrale. In inglese tutte queste sfumature sono riunite sotto la parola ‘drama‘, e noi invece per lo scopo di questo articolo, lo chiameremo teatro. 

Semplificando, possiamo indicare le differenze tra i vari generi in seguente modo: 

Recita normale – c’è il palcoscenico, i ruoli sono predefiniti dalla pièce teatrale, gli attori seguono la struttura dell’opera senza deviazioni. 

Giochi di ruolo – non si usa il palcoscenico, il gioco è per la gran parte mentale, il narratore indirizza lo svolgimento della storia.   

Giochi di “far finta di”– non necessitano di palcoscenico, non necessitano di nessun tipo di struttura in generale e possono non avere nessuna trama. 

Teatro per i piccoli – utilizza il palcoscenico, i ruoli sono scelti dai piccoli attori in funzione del tema generale (vichinghi, fate, mare, bosco ecc.), la trama c’è ma viene costruita man mano con la partecipazione dei bambini. 

Ovviamente ognuna di queste categorie di gioco è valida per diverse situazioni, ma quella più adatta all’età tra 2 e 6 anni è, secondo noi, il teatro per i più piccoli. 

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Quali sono le particolarità del teatro per i piccoli? 

1) Prima di tutto, considerate che la parte più preziosa dal punto di vista educativo è la preparazione alla performance e non la performance stessa. 

2) La narrazione non è rigida, si costruisce con la partecipazione dei bambini, a partire da un ambiente scelto (oceano, mostri, spazio, tecnologia ecc.) 

3) Non ci sono i ruoli ‘piccoli’ o ‘poco importanti’, tutti i ruoli devono essere di importanza equiparabile (non tutti i ruoli sono ‘buoni’ ma interessanti, di rilievo). 

Vi prepareremo in seguito una serie di articoli e schede gioco dedicate al tema ‘Teatro dei piccoli’ per darvi dei piani concreti per approfittare di questo strumento polivalente.

Per ulteriori approfondimenti:

Siti

  1. Pijama Drama
  2. Drama Notebook

Libri

  1. Il teatro bambino. Itinerari formativi per l’infanzia
  2. Tutti giù dal palco. Fare teatro a scuola dalle materne alle medie
  3. Laboratorio teatro. Proposte per fare teatro nella scuola
  4. Laboratorio del far finta. Giochi e attività per sviluppare l’immaginazione

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