Gioco per imparare le lettere con… biscotti

Si sente tanto parlare dell’inutilità dell’apprendimento precoce delle lettere. A volte sembra che imparare a scrivere il proprio nome possa addirittura rovinare la psiche giovane)) “È troppo pesante”, “si sentono “stressati”, “i bimbi devono solo giocare”… Che dire, speriamo che questo gioco, leggero e innocuo, metterà alla prova i preconcetti più duri in merito all’alfabetizzazione.

Le massime di psicologia cambiano come i modelli dei telefonini: dare da mangiare sempre la stessa cosa contro mangiare i cibi più vari, evitare qualsiasi tipo di sport per non aggravare l’asma contro puntare sull’attività fisica per curarla. Gli esempi sono una miriade. L’unica cosa che non cambia è la capacità dei bambini di adattarsi a qualsiasi pensiero del momento, per sopravvivere.

Chi è nato in montagna, impara a sopportare l’altitudine e macinare i dislivelli, chi è nato nella foresta, impara in fretta a distinguere le piante e orientarsi a seconda della posizione del muschio sui tronchi. I bambini sono come delle spugne, fatte per assorbire le cose nuove. E nell’era informatica, dove viviamo noi, occorre imparare i numeri e le lettere. E allora perché non imparare proprio dal proprio nome e magari data di nascita?

Ecco una ricetta facile-facile per fare i “biscotti letterari”. L’idea è di fare biscotti a forma di lettere e numeri per imparare italiano, ma poi perché no, anche inglese, o altre lingue ancora.

Età A partire da 5 anni
Tempo Circa 1 ora
Dove Sul tavolo della cucina
OccorrenteIngredienti:
- 5 bicchieri di farina
- 1/2 bicchiere di zucchero
- 2 uova
- 1/2 bicchiere di olio
- 1/2 bicchiere di yogurt
- lievito
- scorza di limone

Oltre agli ingredienti per i biscotti e un recipiente per amalgamarli, sono necessari:
- un mattarello per stendere la pasta
- una teglia per cuocere i biscotti
- un forno (si consiglia di cuocere i biscotti a circa 220° per 10-15 minuti a seconda dello spessore)
Descrizione 1. Impastate il tutto e poi tirate con il mattarello; se l’impasto non è omogeneo aggiungete un po’ di yogurt per ammorbidirlo o un po’ di farina per renderlo più consistente.

2. Messo a punto l’impasto, stendetelo con un mattarello avendo cura di infarinare le superfici; lo spessore deve essere di circa mezzo centimetro.

3. Adesso comincia il vero gioco: può essere il bambino stesso a ritagliare i rotolini o striscioline per formare le lettere dell suo nome o dei nomi di mamma, papà, sorelle, fratelli, nonni… a voi la scelta! Ottimi anche i numeri che indicano compleanni.

4. Le lettere biscotto o i numeri biscotto saranno passate in forno per circa 15 minuti. Al termine della cottura si disporrà di lettere e numeri per comporre nomi o date di nascita.

Dopo la cottura i biscotti sono pronti per comporre nomi e date e stupire tutti. Intanto il bambino si è divertito e ha imparato non solo a riconoscere le lettere e i numeri, ma pure a scriverli!
CauteleSi deve mettere in conto che, per quanta attenzione si faccia, alla fine un po' di farina finirà anche sui vestiti, oltre che sparsa per la cucina. Provate a seguire il gioco, senza pensare a cosa dovreste lavare e pulire dopo. E' opportuno comunque usare un grembiulino.
CostoNullo, si possono usare gli ingredienti e accessori che ci sono in casa
Perché ci piace# Potenzia la manualità e coordinamento delle azioni.

# Migliora l'attenzione.

# I bambini sono entusiasti quando si tratta di impastare gli ingredienti, stendere la pasta con il mattarello, ritagliare le strisce o fare cordoncini di pasta per formare le lettere o i numeri. Fare questo lavoro insieme è un ottimo modo per diventare più complici con i propri figli o nipotini.

Alla fine del gioco si ottengono biscotti da mangiare. I bambini sono molto orgogliosi di produrre qualcosa di utile, qualcosa che può essere mangiato anche da mamma e papà.

Se ti piace pasticciare con i bimbi in cucina, prova a prendere qualche spunto dall’articolo Arte farinosa o come giocare con quello che c’è in cucina.

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Author: Yelena

Una mamma russa, una naturalista e un’appassionata di danza, mi trovo particolarmente a mio agio nel caos creativo. Adoro leggere i libri per imparare cose nuove: dai missili e razzi spaziali a paleontologia, dal flamenco all’origami. Per non impazzire - pratico l’autoironia come cura universale da tutti i guai.

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