Crescere i figli come mamme-delfini

Mio suocero è un appassionato di lego. E non butta mai niente. Queste due massime, combinate insieme fanno sì che abbiamo una quantità praticamente infinita di lego di circa 30 anni fa – tutto rigorosamente messo nelle varie scatole di cartone, organizzato per colori.

Dall’altra parte ogni tanto (e forse più spesso del necessario) a mio figlio capita in regalo il lego moderno – i supercar, le navi spaziali, la stazione dei pompieri e cosi via. Mio suocero commenta che, i giochi di adesso, te li danno con i pezzi elencati, numerati, forniti con le istruzioni di montaggio e persino con le indicazioni di come giocare… Secondo lui, servono a poco. Non sarebbe più educativo lasciarli costruire macchine, navi e casette seguendo la propria fantasia?

A dir la verità, già da un po’ mi stavo chiedendo – c’è una differenza tra gioco libero (in inglese ‘free play’) e il gioco strutturato? Fanno bene entrambi nello stesso modo?

Un indizio alla risposta, l’ho trovato nel libro The Dolphin Way. A Parent’s Guide to Raising Healthy, Happy, and Motivated Kids-Without Turning into a Tiger di Dr. Shimi Kang. L’autrice è una famosa psichiatra infantile canadese di Vancouver.  Incredibile ma la dottoressa apre il libro proprio con l’esempio del lego. E lei la pensa esattamente come mio suocero!

Dimostra con una quantità impressionante di studi scientifici, che il gioco libero è molto-molto-molto più vantaggioso per la crescita dei bambini, perché aiuta a sviluppare:

  • Creatività – out-of-the-box thinking, cioè la capacità di trovare le soluzioni insolite ai soliti problemi,
  • Il pensiero critico – la capacità di fare le domande giuste,
  • Communication skills – se non riuscite a parlare con gli altri, potete anche essere le persone più intelligenti nell’Universo, ma sarà dura ad avere il successo…
  • Collaboration skills – come giocare (e successivamente lavorare e vivere) con gli altri.

E secondo la dottoressa Kang, queste sono le capacità che servono ai bambini per riuscire nella propria vita nel 21-esimo secolo.

Per dimostrare lo stile genitoriale equilibrato, descrive i comportamenti dei delfini. Pare che loro, esattamente come le orche, siano veri campioni nell’utilizzo della creatività, pensiero critico, communication skills e collaboration skills. Mamme-delfini sanno indirizzare senza premere troppo, sanno far capire ai loro bimbi che sono presenti, senza essere invasive. Ed è l’approccio che l’autrice suggerisce.

Il libro parla anche di altri approcci al parenting. In particolare:

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Mamme-tigri  – spingono i loro bambini verso quello che credono che sia benefico per loro, li caricano di compiti, li portano in varie attività, li fanno aderire alla cultura del sacrificio e sacrificano qualsiasi cosa per renderli “di successo”.

Mamme-meduse – sono le classiche mamme permissive, che non dicono mai di no e vogliono sempre fare piacere ai propri bimbi. Niente cose tristi, solo eterna felicità e caramelle.

Il problema delle mamme-tigri e mamme-meduse è che entrambi, in modo diverso, impediscono lo sviluppo della motivazione intrinseca e della adattabilità. Le prime dicono ai figli cosa devono fare, le seconde – non danno loro gli strumenti necessari per poter risolvere i problemi autonomamente.

E voi che tipo di mamme siete? Vi trovate in questa classificazione? Com’erano le vostre mamme?