Aeroplani di carta – un gioco dei grandi sognatori

Quando ero piccola non ho mai imparato bene come si fanno gli aerei di carta… Ho deciso di colmare questa terribile lacuna con l’aiuto di Wiki How, una parte di Wikipedia che raccoglie innumerevoli guide pratiche su qualsiasi argomento, optando per l’aiuto di due bambini disponibili e moooolto curiosi.

Il risultato? Un’ora passata a seguire le istruzioni con massima concentrazione, a realizzare le pieghe precise (e non molto), a decorare, giocare e osservare come volano (e soprattutto come si schiantano) le nostre creature. Gioia e divertimento )

Non so bene perché ma c’è qualcosa di emozionante nel costruire con le proprie mani un oggetto che vola… Una cosa da sognatori, dai piccoli Da Vinci che scoprono che curiasità, impegno e creatività possono cambiare il mondo che è davanti agli occhi.

Ecco come abbiamo fatto.
Età 5 - 99 anni
Tempo 40-50 min
Dove A casa, sul tavolo
OccorrenteCarta colorata, adesivi
Descrizione https://www.wikihow.it/Fare-un-Aeroplano-di-Carta
CauteleL'unica regola è di non lanciare gli aeroplanini in faccia alle persone.
CostoZero. Potete farlo tranquillamente con quello che avete già a casa.
Perché ci piace# Sviluppa la motricità fine, cioè piccoli movimenti delle dita. Questo tipo di motricità, a parte essere molto comodo, è strettamente legato alla capacità di parlare.

# Costruire con le proprie mani una cosa che vola stimola la fiducia in se stessi. Dimostra che, con un piccolo impegno, è possibile fare cose straordinarie.




Puzzle 3D – non per i deboli di cuore

Questa estate abbiamo scoperto i puzzle 3D. Non i puzzle 3D qualsiasi, ma quelli fatti di pezzettini di plastica trasparente, cioè Crystal. Per spiegarvi com’è andata, dico solo che siamo ritornati al negozio altre due volte per comprare 5 confezioni di puzzle in totale.

Perché? perché è un gioco che ti assorbe completamente, ti consuma, richiede un lavoro di squadra e ti appaga giustamente. Sviluppa la motricità fine (buongiorno la scrittura), l’orientamento nello spazio (ciao la dislessia) e la perseveranza (la mia opera si è disfatta ben due volte e non è facile rifarla da zero).

Attenzione, da astenersi nei seguenti casi:

  • non vi piacciono i puzzle
  • avete le dita troppo grosse (scherzo)
  • non siete pazienti e non intendete diventarlo
  • non vi interessa come le cose grandi sono fatti dai piccoli pezzettini (affascinante, no?)
  • non volete fare un colpo sui vostri figli
  • non avete il problema di inventare qualcosa di carino da fare insieme con i vostri mostricciatoli.

Date un’occhiata a questi crystal puzzle, c’è qualcosa di carino sia per i maschi che per le femmine.




Bici step-by-step

Sarà la colpa delle eclissi, ma in questo periodo ho avuto tante tante di quelle rivelazioni che vorrei condividere con voi. In particolare, oggi vediamo come si può insegnare ad andare in bici a un bimbo timoroso, cioè a un bimbo che ha paura di provare.

Cominciamo con la mia credibilità, per quanto riguarda il ciclismo – chi sono per spiegarvi come andare in bici? Anzi, per spiegarvi come spiegare ai vostri figli come andare in bici? Una domanda legittima. Ma preparatevi, ho due argomenti pesantissimi:

  • Ho imparato ad andare in bici circa 10 giorni fa (e ho provato ad impararlo per più di 20 anni senza mai riuscire. Oddìo! L’ho scritto.)
  • Mentalmente ed emotivamente sono ancora al livello dei bimbi di circa 6 anni, non di più. Chiedete a mio marito. Quindi capisco cosa provano e so che cosa serve loro per partire bene.

Come potete immaginare, non tutti hanno bisogno di questa guida. La gran parte dei bambini impara a pedalare senza qualsiasi tipo di istruzioni: provano interesse, sono entusiasti, si buttano e, con un po’ di aiuto da parte degli adulti, ce la fanno.

Qui parliamo di un caso diverso – dei bimbi un po’ più timorosi, che non vogliono provare, perché hanno paura di cadere (come me), hanno paura di non riuscire mai (come me). Essi non osano, non si buttano e quindi non imparano. Ma ne soffrono.

Per aiutarli in questa situazione specifica, abbiamo preparato un elenco di suggerimenti e considerazioni. Non è “rocket science”, come dicono gli inglesi, ma potrebbero fare davvero la differenza e smuovere la situazione.

  1. Controllate l’età. Generalmente si apprende di andare in bici tra 3 e 6 anni. Alcuni bimbi timorosi a 4 anni, diventano entusiasti a 5. Sta a voi valutare lo sviluppo generale e motorio del vostro pargolo (forse valutando come va sul monopattino, se lo usa) e decidere se aspettare ancora oppure coinvolgerlo dolcemente. Sconsigliamo comunque di aspettare troppo (oltre 6-7 anni, o fino a 35 nel mio caso). Più il bimbo cresce, più l’aspetto psicologico diventa importante, e comincia a pesare il fatto che tutti i suoi amici lo sanno fare mentre lui – no.
  2. Spostate il focus sulla tranquillità. È inutile che vi accaniate a spiegare la tecnica della pedalata a uno che ha paura. Chi ha paura, pensa solo a come non morire o non farsi male. Filtrerà pesantemente le vostre parole.

Che cosa vuole sentire? Come avere il controllo sulla macchina diabolica, cioè come si parte e come si ferma (soprattutto come si ferma). Parole proibite “Non aver paura”, “è molto semplice, vedrai”, “stai tranquillo”. Fanno un effetto contrario (provate a spiegarlo anche ai mariti).

Piuttosto usate una frase del genere:

– “Per partire fai cosi…” (a me piacciono molto gli algoritmi 1-2-3, bici leggermente inclinata, un piede stabile per terra, l’altro in posizione alta)

– “Puoi fermarti quando vuoi, si fa così…”

– “Sarò qui con te per aiutarti”

  1. Preparate le condizioni di partenza molto, molto bene. Io ho cambiato circa tre bici, prima di trovare quella giusta. Il mio problema? Non toccavo con i piedi per terra. Essendo un po’ più piccolina di un adulto medio, sulle bici da grandi non riuscivo a toccare, e questo mi mandava in tilt. Non tocco –> non ho controllo della situazione –> bababa –> aiuto! Cado!

Un momento strettamente psicologico, ma finché non l’ho risolto non ho potuto procedere. Quindi giù sto sedile e piedi stabili per terra!

  1. Usate l’algoritmo vincente. Adoro gli algoritmi! Una semplice sequenza dei passi che possa essere facilmente memorizzata e ripetuta all’infinito anche con gli occhi chiusi finché non porti al risultato. Per me è stata la seguente:
  • Scegliere una discesa (non troppo ripida, con poca gente e poche macchine),
  • fare la pedalata di avviamento (bici leggermente inclinata, un piede appoggiato stabile per terra, l’altro in posizione alta sul pedale),
  • mantenere l’equilibrio senza pedalare, ma con i piedi appoggiati sui pedali (come si fa normalmente in movimento, andando in bici),
  • correggere la posizione del corpo (io usavo, per mantenere l’equilibrio, le spalle, i fianchi e cosa altro… una specie del pitone al volante. Dopodiché mi è stato suggerito di stare dritta come un tronco d’albero, dritta ma non rigida e usare il manubrio per manovrare… Ha stranamente funzionato).
  • Quando il bimbo si sentirà sicuro in questa sequenza, potrà aggiungere qualche pedalata quando gli farà piacere e la cosa è fatta!

5. Fate attenzione alle parole che usate. Più voi insisterete con fare pratica, più il bambino sospetterà che c’è qualcosa che non va con lui. Provate a dividere l’obbiettivo epico di ‘imparare ad andare in bici’ in piccoli compiti che sembrano gioco. Ad esempio, ‘andiamo a esplorare il campo dietro casa ’ (portando anche la bici), andiamo a vedere quali strade vicino a casa nostra sono in salita e quali in discesa’, ‘prova a stare in equilibrio finché non senti il vento sulla faccia’, ecc.

Questo spirito giocoso vi sarà utile anche dopo, quando arriverà il momento a perfezionare la tecnica di guida. Vi daremo due suggerimenti in uno dei prossimi articoli.

Buon lavoro! Come nel famoso detto russo “Gli occhi hanno paura, ma le mani fanno lo stesso.




Il gioco di grandi numeri (e lettere)

Nei bimbi maschi, in particolare, lo sviluppo della motricità fine avviene addirittura dopo l’inizio della scuola, per cui alcuni autori consigliano di tardare, dove possibile, l’inizio della scuola per evitare di rimanere stigmatizzati dai cliché.

Perché non usare allora la motricità grande? (dove i maschietti sono di solito molto più abili)

Eccovi un gioco da fare. Provate a disegnare insieme ai vostri figli i numeri e le lettere grandi sulla sabbia (sulla neve o nell’aria) con l’aiuto di un bastone.

*Ricordatevi che devono essere abbastanza grandi. Possono essere solo lettere, o parole semplici. Potete chiedere con quale lettera inizia il suo nome oppure una certa parola.

Ecco alcune variazioni di questo gioco:

  • Disegnare numeri o lettere per terra strisciando i piedi
  • Fare i numeri con movimento della testa
  • Disegnarli sulla schiena

Questo esercizio li aiuterà a memorizzare le forme e le proporzioni delle lettere e dei numeri, nonché a calibrare il funzionamento di diversi sistemi cognitivi, responsabili per la visualizzazione interna, coordinazione mente/mano-braccio (e non ancora mano-dita), orientamento nello spazio, “dosaggio” della forza necessaria per fare una linea omogenea.

È un gioco perfetto per quando siete al parco giochi o in spiaggia in vacanza. Ma anche quando siete al ristorante ad aspettare i vostri piatti (un’alternativa abbastanza valida allo sbattere la testa contro il tavolo, no?)

Quando questo gioco diventerà troppo facile, saprete che sono pronti per passare ai veri giochi di pregrafismo. Ma di questo vi parleremo nei prossimi articoli!




Un ventaglio scaccianoia

Niente di più facile, niente di più affascinante. Un ventaglio, un oggetto cult delle epoche passate, rimane altrettanto affascinante e promettente anche per i bimbi.

Provate a farne uno e vedrete, vi trasformerete in poco tempo in un una piccola manifattura di ventagli per i bimbi.

Ecco come si fa.

Età 4 - 99 anni
Tempo 20-30 min
Dove A casa, sul tavolo
OccorrenteCarta colorata, adesivi, washi-tape o scotch.
Descrizione 1. Prendete un foglio rettangolare di carta colorata e cominciate a piegare una striscia di circa 1 cm verso di voi.

2. Poi ripetete questo movimento con la striscia sucessiva nel senso contrario. Piegando striscia dopo striscia vi verrà di girare il foglio di continuo.

3. Completata l'operazione, raccogliete e fissate un lato del foglio con lo scotch o washi-tape colorata.

4. Decorate il vostro ventaglio a piacimento con gli adesivi, con l'aiuto di una foratrice o altro.

Per l'effetto multicolore o per fare un ventaglio più grande è possibile incollare 3 fogli già piegati insieme.
CauteleNessuna
CostoZero. Si può farlo tranquillamente con quello che avete già a casa.
Perché ci piace# Sviluppa la motricità fine, cioè piccoli movimenti delle dita. Questi tipo di motricità, a parte di essere molto comodo, è strettamente legato alla capacità di parlare (su questo parlerò di più in uno dei articoli successivi).

# Stimola la creatività. Non cisaranno mai due ventagli uguali.

# è un momento ludico che presenta l'opportunità di chiachierare con i propri figli. Lavoro previsto è abbastanza facile e non richiede un'enorme concentrazione: si sta semplicimente insieme e si chiachiera, in un ambiente rilassato (in questo modo i bimbi raccontano ben di più, che in una conversazione diretta).

 

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La materia più incompresa della scuola italiana

-Quanta pasta metto?

– Siamo in tre. Conta circa 100 g a testa. Se il pacco è di 500 g, dovresti metterne un po’ più di metà.

Semplice, no? Questa è matematica.

Comprare il cibo al supermercato, pagare la multa, raccogliere i soldi per un regalo, e se proprio vogliamo, disegnare una persona in proporzione, per tutto questo serve sapere le basi della matematica.

Personalmente, trovo che ci siano poche materie così intuitive, così immediate nel loro utilizzo. Allora perché è diventato di moda snobbare l’aritmetica?

Giocando una sera con le cuginette del mio figlio, forse, ho trovato la risposta.

A differenza della scuola italiana, nella scuola russa la matematica è un must. Probabilmente per questo tra i libri scolastici di mio figlio di 4 anni c’è anche il testo “Le basi della matematica e della logica” (preparato proprio per bambini di questa età). Quel giorno la banda dei tre (2 cugine di 5 anni e mio figlio di 4) è rimasta praticamente incollata al libro a fare “gli esercizi” sul raggionamento logico e conti . L’assorbimento della loro attenzione era totale, non volevano smettere nemmeno dopo una quarantina di minuti.

A questo punto ho avuto una rivelazione spontanea: forse è il modo in cui insegniamo la matematica ai nostri figli che è sbagliato? Forse non esiste un approccio unico che divide tutte le persone nelle categorie “con mentalità matematica” o “senza”, ma tanti approcci per abbracciare i conti. Qualcuno vorrà gli esempi dal mondo delle macchine, qualcuno conterà gli unicorni, chi percepisce i numeri come dei colori, chi attraverso il ritmo.

La capacità di contare e di ragionare è alla portata dei bimbi piccoli, al posto di “proteggerli” da queste attività o trasmettere loro l’insicurezza, bisognerebbe dar loro una mano, costruire una sorte di ponte dal mondo dell’immaginario verso la concretezza.

Oggi vi proponiamo di fare un gioco dal portale australiano Maths Mentality. Si tratta di un semplice gioco di collegare i punti numerati andando nell ordine creascente per ottenere un disegno. La particolarità? Il passo non è di 1, ma di 3 e poi di 5.

Provate a farlo con i vostri figli e ad ottenere una risposta giusta per voi.

Gioco matematico




25 cose da chiedere ai figli al posto di ‘come è andata la giornata’

Ancora prima di avere i figli mi ricordo di aver sentito un dialogo tra una nonna e il suo nipotino in autobus.

– Come è andata la giornata?

– Cosa hai mangiato?

– Non me lo ricordo…

– E come dessert?

– Non mi ricordo.

In quel momento avevo pensato: “Signora, ma che barba! Chiederebbe mai a una persona adulta cosa ha mangiato a pranzo per intrattenere una conversazione gradevole?”

Ed eccomi, da mamma quasi 10 anni dopo, rifaccio esattamente lo stesso giro di domande… Che dire, vorrei sapere se ha mangiato bene o no… Ma non ottengo mai niente di più di ‘non mi ricordo ’.

Per fortuna, esistono i modi per cambiare alcune routine stabilite, in meglio… ma tanto in meglio! Si tratta di passare dalla conversazione mamma-centrica alle domande bimbo-centriche.

La prossima volta che andate a prendere il vostro figlio a scuola, rivolgetegli piuttosto una di queste domande:

  1. Qual è la cosa migliore che è successa oggi? E quella peggiore?
  2. C’è qualcosa che ti ha fatto ridere?
  3. Con chi vorresti stare vicino in classe? E con chi assolutamente no? Perché?
  4. Dov’è a scuola il posto più freddo?
  5. Qual è la parola più strana che hai sentito oggi?
  6. Se avessi incontrato la tua maestra oggi, che cosa mi avrebbe detto di te?
  7. Hai aiutato qualcuno a fare qualcosa oggi?
  8. Qualcuno ti ha aiutato a fare qualcosa a scuola oggi?
  9. Hai scoperto qualcosa di nuovo oggi?
  10. Qual era il momento quando ti sei sentito molto felice?
  11. Ti sei annoiato oggi facendo qualcosa?
  12. Se fossero atterrati gli alieni a scuola e ti avessero chiesto chi possono portare via, che cosa avresti detto loro?
  13. Con quali bambini avresti voluto giocare oggi?
  14. Racconti qualcosa di buono della tua giornata?
  15. Quale parola oggi la maestra diceva più spesso?
  16. Che cosa vorresti imparare a fare a scuola di quello che non riesci ancora?
  17. Che cosa vorresti studiare di più a scuola? E che cosa di meno?
  18. Chi nella tua classe potrebbe essere un po’ più gentile?
  19. Che cosa fai all’intervallo?
  20. Chi è più divertente nella tua classe?
  21. Chi è il più furbo nella tua classe? Perché?
  22. Se domani dovessi diventare un insegnante, che cosa insegneresti?
  23. Chi dei tuoi compagni studia troppo?
  24. Con chi nella tua classe vorresti scambiare i posti? Perché?
  25. Hai usato oggi le matite? Se sì, perché?

Alcune domande sono più adatte ai bimbi più grandi, mentre le atre toccheranno i cuori anche dei bimbi piccoli. Scegliete quelle più adatte anche al carattere e agli interessi dei vostri figli, rimarrete sorpresi delle risposte!

Ecco la fonte.




Teatro musicale ispirato alle fiabe

È curioso come oggi molti giochi per i bambini siano orientati alle capacità visive: colori vivaci, forme particolari, illustrazioni degne di Monet, Picasso e Mirò. Per i bimbi piccoli vanno di moda i libri montessoriani che incoraggiano anche lo sviluppo tattile. All’udito, ahimè, rimane ben poco. 

Non prendo in considerazione le musichette sciocche che canticchia giro dopo giro la chiocciola a pile, o un altro giocattolo simile. Intendo la musica vera, quella che fa crescere meglio persino gli alberi. Non farà bene anche ai bambini? 

Chi ha studiato la musica sicuramente è consapevole che essa sa dipingere e rappresentare, è capace di creare personaggi e ambienti. Ed eccovi un gioco che sfrutta proprio la “vista” musicale, tanto più avvolgente se viene fatto verso l’imbrunire, quando il giorno lentamente scompare e le tenebre avanzano e con esse i personaggi della notte.

Qui sotto troverete i brani che abbiamo selezionato per voi, mentre la descrizione del gioco sarà come al solito riportata nella tabella.

Età 4 - 7 anni
Tempo 30 min circa
Dove A casa
OccorrenteComputer con le casse per ascoltare la musica da Internet.
Descrizione 1. Cominciate dal brano ‘Notte’. Sedetevi comodi con una luce non molto forte (una candela? Lanterna? Pila?) e raccontate qualcosa del genere.

Dopo la notte di Halloween il velo che divide il nostro mondo di tutti i giorni dal mondo delle creature magiche è molto sottile. Visto che a queste creature piace molto ballare, appena cala il sole loro vanno in giro di casa in casa, cercando le musiche di loro gradimento.

2. Il nostro gioco consisterà nel provare a vedere queste creature mettendo i brani di musica diversi. E visto che sono invisibili ad occhio nudo, dovremo immaginarle con la vista interna, cioè usare l’immaginazione per vederle.

*Quando ho fatto questo gioco con i bimbi, ho messo loro un po’ di polvere argentata sulle mani (quella che si usa per le varie decorazioni artistiche), che doveva indicare che da quel momento avevano il potere magico di vedere gli esseri invisibili. Non è un passaggio indispensabile, ma è utile fare qualche gesto che indichi il passaggio al mondo immaginario.

3. Chiedete ai bambini quale personaggio “vedono” ballare. Il nostro elenco di personaggi è solo indicatvo, lasciatevi guidare dalla loro immaginazione: fantasmi, vampiri, supereroi, amici fantastici?
Per avviare il gioco potete aiutarli con le domande:
- È piccolo o grande?
- Pesante o leggero?
- Lento o veloce?
- Fa paura? È gentile?

Alcun bimbi cominceranno a muoversi in modo spontaneo. Lasciateli muovere ed esprimere le emozioni con il movimento. Altri invece non saranno entusiasti dell’idea di ballare. Chiedete loro di muovere solo le mani o le braccia per imitare la danza fiabesca.

4. Alla fine del gioco, per sdrammatizzare un po’ vi consiglio di mettere l'ultimo pezzo per niente classico di Ghoastbusters (canzone da un film simpaticissimo di anni 80' - Cacciatori di fantasmi). Suggerite ai piccoli attori di cacciare con le bacchette magiche immaginarie i fantasmi che sono rimasti nella stanza… Perché è ora per loro di andare a casa ))
CauteleNessuna
CostoNessuno
Perché ci piace# Aiuta a sviluppare l'immaginazione.

# Rinforza il legame tra il cuore e il corpo.

# Sviluppa il 'senso della musica'.

# Aiuta ad abituare l'orecchio alla musica classica.





La qualità versus la quantità di tempo con i figli

Per una volta le prove Invalsi stanno dalla parte nostra. Spacca la notizia: i bambini delle mamme che lavorano hanno il rendimento migliore in matematica e lettura di circa 10% (articolo). Gli insegnanti e le presidi aggiungono l’olio nel fuoco, dicendo che non sono per niente sorpresi. Allora lo sapevano tutti tranne noi?
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Il motivo per cui vogliamo condividere questa notizia è di buoncuore. Certamente non è per puntare il dito sul chi è bravo e chi non lo è. Sappiamo tutti che i dati statistici sono una cosa molto pericolosa, vanno interpretati e possono essere manipolati.

In questo caso possiamo chiederci, ad esempio:

1) Qual è l’importanza globale delle prove Invalsi? Forse nella vita sono molto più importanti altre caratteristiche, come saper farsi degli amici e seguire i propri interessi?

2) Forse le genitrici in questione sono state particolarmente fortunate con le baby-sitter? Forse qualcuno ha fatto bene il lavoro che dovevano fare loro?..

Le discussioni sull’argomento possono essere infinite. Sappiamo tutto ciò. Ma la cosa importante che dona questa notizia è la speranza. Quello che facciamo per i nostri figli, anche se facciamo poco secondo noi stessi – serve. È possibile dedicare le risorse molto limitate in modo intelligente. La capacità di organizzarsi dei genitori che lavorano batte l’insufficienza del tempo.




Decorazioni per Halloween last minute

Aiuto! Halloween è già domani. Tante persone si sono preparate per la festa in anticipo. Ma alcune persone come me ci hanno pensato solo oggi…

Niente paura. Eccovi tre ghirlande da fare in meno di 20 min, adatte per fare insieme con i bimbi a modo di gioco.