Giochi senza età: l’arco

Ieri sono andata a fare una passeggiata nel bosco vicino a casa con il nipotino. Tempo era gradevole, mi stavo godendo il sentiero, ma dopo pochi passi è arrivata la fatidica frase:

– Sono stanco…

– Ma se camminiamo da neppure 10 minuti! – non ci credevo io.

Circa una volta su dieci in una situazione come questa, piuttosto che partire con i soliti discorsi di “resisti ancora un po’…”,  mi viene un raptus creativo:

– E se facessimo un arco? – sono riuscita a sorprendere me stessa con questa domanda.

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Gioco per imparare le lettere con… biscotti

Si sente tanto parlare dell’inutilità dell’apprendimento precoce delle lettere. A volte sembra che imparare a scrivere il proprio nome possa addirittura rovinare la psiche giovane)) “È troppo pesante”, “si sentono “stressati”, “i bimbi devono solo giocare”… Che dire, speriamo che questo gioco, leggero e innocuo, metterà alla prova i preconcetti più duri in merito all’alfabetizzazione.

Le massime di psicologia cambiano come i modelli dei telefonini: dare da mangiare sempre la stessa cosa contro mangiare i cibi più vari, evitare qualsiasi tipo di sport per non aggravare l’asma contro puntare sull’attività fisica per curarla. Gli esempi sono una miriade. L’unica cosa che non cambia è la capacità dei bambini di adattarsi a qualsiasi pensiero del momento, per sopravvivere.

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Arte farinosa o come giocare con quello che c’è in cucina

Spesso i giochi più belli vengono proposti dai bambini stessi, hanno una cintura nera nell’ambito dei giochi. Scoprite come quello che a prima vista sembrava un disastro, si è rivelato un gioco divertentissimo che fa passare il tempo.

L’estate è quasi agli sgoccioli, i sandali sono tornati nell’armadio e fuori fa sempre più fresco. E se comincia a piovere, stai sicuro che l’acqua va giù per tutto il giorno: nulla di peggio di un pomeriggio piovigginoso per i poveri genitori e nonni, le ore non passano mai.

“E adesso cosa faccio?”, – mi chiede con insistenza il nipotino circa ogni 5 minuti.

Ad un certo punto mi rendo conto che c’è silenzio da troppo tempo. Dopo 10 secondi lo trovo in cucina, dove ha rovesciato per terra un pacco di farina e, con un dito, traccia delle figure direttamente nella farina, cercando anche di fare dei bei disegni!

“Ti piacerebbe che questi disegni restassero?” – gli chiedo.

“Sì! E come si fa?”

“Li incolliamo!

Da quel momento il pomeriggio decolla. Ecco come potete giocare all’arte farinosa anche voi. Occorre avere un po’ di spezie colorate e 2-3 tipi di farina.

Età A partire da 4 anni
Tempo Almeno mezz'ora
Dove Sul tavolo della cucina
OccorrenteFarine oppure spezie di colori diversi, colla Vinavil, pennello, fogli A4 (eventualmente già con disegni predisposti per essere colorati)
Descrizione 1. Prendete un foglio con disegno da colorare (di seguito ne sono proposti alcuni da stampare) oppure disegnate su un foglio bianco l’oggetto da realizzare, o ancora usatene uno fatto dal vostro bimbo.

2. Stendete un sottile strato di colla con un pennello su una piccola porzione di disegno che sarà di uno stesso colore.

3. Spolverate con la farina del giusto colore

4. Procedete fino a quando si è finito di ricoprire tutto il disegno con le farine di diversi colori

5. Lasciare asciugare (se si è usata poca colla bastano pochi minuti). E voilà, il quadro è finito!

Suggerimenti per i colori: farina di
- mais per il giallo forte
- ceci per il giallo pallido
- grano per il bianco
- piselli per il verde
- cannella per il marrone
- paprica per il rosso
Sono inoltre utili:
- semi di papavero o caffè macinato per il nero
- aromi essiccati tipo prezzemolo o timo per il verde
CauteleAspirapolvere a portata di mano per ripulire alla fine del gioco
CostoNullo, si possono usare le farine che ci sono in casa
Perché ci piace# Il bambino si esercita nella motricità fine, impara a maneggiare sostanze che di solito non usa (le farine)

# Scopre come gli elementi possano essere visti in modo diverso rispetto: le farine di solito si usano per cucinare, qui si usano per colorare

# Mette alla prova creatività e fantasia

# Il posto migliore per giocare è la cucina e mentre il bambino crea il disegno la mamma può anche cucinare.

 

Ed ecco le nostre opere:

Disegno Caramella

Disegno Ciliegie

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Un gioco di epoca vittoriana da fare a casa? Taumatropio!

Accattivante e facile da eseguire, taumatropio è un gioco che è stato inventato da un fisico del Royal College of Physicians di Londra per dimostrare un effetto ottico, chiamato la persistenza della visione.

Il week-end è quasi finito, sappiamo bene che hai fatto uno sterminato numero di cose: le pulizie, la spesa, forse qualche passeggiata speciale o semplicemente una cena con i parenti. Non hai dimenticato niente? Un piccolo progetto per far felici i tuoi figli? Guarda cosa abbiamo trovato per te.

Ti sorprenderà, ma per fare un taumatropio (che in greco significa “girare delle meraviglie”) hai già tutto il necessario a casa tua: un pezzo di cartoncino, matite e pennarelli, una colla, un bastoncino come quello per gli spiedini. Il gioco consiste nel far girare velocemente un dischetto con 2 immagini diverse. Facendo questa operazione i disegni raffigurati sulle due facce del dischetto appaiono contemporaneamente. Bingo!

Come hai probabilmente intuito, il fenomeno della persistenza della visione è la capacità del nostro cervello di mantenere per qualche millisecondo l’immagine che non c’è più davanti ai nostri occhi. Questo principio ha aperto la strada all’animazione e al cinematografo: facendo vedere agli spettatori una serie di immagini fisse con una certa velocità si crea l’illusione del movimento.

Vediamo come si fa.

Età 2-7 anni
Tempo 10-20 min
Dove A casa
OccorrentePezzo di cartoncino, una forma circolare (un bicchiere o una tazza), forbici, matite e pennarelli, un bastoncino (come uno spiedino, una matita oppure una cannuccia), colla
Descrizione 1. Disegna due cerchi sul cartoncino.

2. Ritaglia i due cerchi.

3. Sul cerchio che sarà il davanti disegna nel mezzo un oggetto piccolo, come un uccellino.

4. Sul cerchio che sarà il dietro, disegna un'altro oggetto, più grande, perché contenga l'oggetto più piccolo (ad esempio, una gabbia).

5. Applica la colla sul rovescio del cerchio davanti e metti la punta del bastoncino nel mezzo del cerchio, come appare sopra.

6. Posa il cerchio dietro sul bastoncino e sul cerchio davanti e premi sulla colla. Lascia asciugare una decina di minuti.

7. Adesso puoi provare a usare il tuo taumatropio! Tieni l'estremità del bastoncino tra le mani e fallo ruotare velocemente.
Cautele- È meglio che le forbici siano usate da chi le sa usare, i bimbi più piccoli avranno bisogno del tuo aiuto.

- Visto che il gioco prevede l’utilizzo della colla, è meglio fare il lavoro su una superficie adatta.
Costo0 euro
Perché ci piace#Il gioco è semplice ma richiede di seguire un algoritmo preciso, per cui insegna ai piccoli l'importanza dell’ordine e della disciplina

# Dimostra in modo divertente un effetto ottico reale

# è adatto a infinite variazioni

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Le idee per le illustrazioni e il procedimento sono tratti dal libro Gioca con l’arte di Marion Deuchars.

Tra l’altro se ti piacciono vari fenomeni fisici osservati nella natura, potrebbe interessarti l’articolo L’aeronautica naturale.

PS. E se pensi di non essere portato per il disegno, ricordati che funziona anche con le forme molto basiche: cerchio dentro un quadrato, pesciolino dentro un acquario, una lettera dentro un triangolo, ecc.

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La fiducia in se stessi? Impariamola dai campioni

Secondo voi esistono parole o, forse, frasi che possiamo ripetere ai nostri figli per aiutarli a diventare più sicuri di se stessi?

Certo che la questione della fiducia è più complessa, più delicata, non descrivibile solo a parole. Proprio per questo trovo interessante l’articolo sulla campionessa americana di ginnastica artistica Aly Raisman, che ha preso la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici del 2016 a Rio.  

Per tutta la sua infanzia e adolescenza i vari ‘esperti’ della ginnastica le dicevano che non aveva la costituzione giusta per vincere e che, se fosse nata 10 o 20 anni prima, non avrebbe superato nemmeno la selezione preliminare (appunto basata sul fisico). E lei? Ce l’ha fatta lo stesso.

Ha dimostrato che tutte queste persone sbagliavano. All’età di 23 anni Aly è due volte campionessa olimpica, è una star super-seguita di ‘Ballando con le stelle’ americana ed è semplicemente una giovane donna molto sicura di sé.  

Come ha fatto a non arrendersi e non farsi condizionare?

Nell’intervista dà tanto merito alle parole della sua mamma:  

“Non importa chi sei, ma non puoi piacere a tutti” 

“Cerca di essere una brava persona, con cuore buono, è tutto quello che puoi fare” 

Allora mi ha fatto pensare che forse il sostegno dei genitori conta davvero? Quelle frasi che ripetiamo fino all’infinito forse rimangono?

Ciascuno nella vita dovrà fare il proprio lavoro per sviluppare l’autostima, ma si riesce forse un po’ meglio con quelle piccole frasi di papà e mamma, che entrano dritto nel cuore e ci rimangono per sempre. 

E voi che cosa dite ai vostri figli? Ci sono delle frasi che avete preso dai vostri genitori? 

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Un trucchetto per far mangiare le verdure ai bimbi

Mi è capitato di parlare con altre nonne o mamme che avevano problemi a far mangiare le verdure ai loro bambini. Erano strette tra la convinzione di dovergliele far mangiare e la testardaggine del bambino che si rifiutava.

La tipica conversazione andava più o meno così:

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La barca fai-da-te in meno di 5 minuti

Le vacanze ormai sono finite… La pelle abbronzata, il biglietto del lido nella borsa e ancora un po’ di sabbia nelle scarpe, come dice Dido. Ci stiamo preparando mentalmente alla durissima sfida di settembre – il rientro a scuola (e al lavoro, per alcuni). La buona notizia è che c’è ancora l’ultima cartuccia da sparare!

Per i piccoli abbronzati, possiamo fare una barca a vela, come simbolo dei bei ricordi del mare. Un piacevole particolare – tutto il lavoro richiederà non più di 5 minuti.

Ecco come.

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Disegniamo con le impronte

Se pensate che disegnare con le dita sia un’attività riservata ai bimbi di circa due anni, vi sorprenderemo. Esistono innumerevoli modi, semplici e sofisticati nello stesso tempo, divertenti anche per i bimbi più grandi (e non parliamo degli adulti, che pensano di non essere bravi con i colori – si divertiranno pure loro!).

Il gioco che vi proponiamo oggi è tratto dal libro di Ed Emberley Fingerprint Drawing Book. Armatevi di colori semplicissimi (come ad esempio la tavoletta di Ikea della foto) e di una penna nera a inchiostro.  

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Preparatevi a scoprire cose nuove sul bambino vicino a voi: forse i suoi interessi vi sorprenderanno, così come quello che pensa lui delle sue capacità. Ad esempio ho sentito dire da mio figlio: “Mamma, lasciami fare le orecchie, che le so fare proprio bene”.

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Uova dei dinosauri

Devo dire che nel 2017 i dinosauri sono diventati per me un tema ricorrente. Quando mio figlio ha cominciato a parlare degli aculei (!) e a chiedermi qual è il mio dinosauro preferito oppure come si chiama quel dinosauro con le placche ossee, a momenti volevo fuggire dalla stanza o, peggio ancora, rispondere qualche sciocchezza insensata solo per rispondere qualcosa. Non l’ho fatto. Ma ero molto-molto perplessa.

Ho finito quasi per prendere gli appunti da Wikipedia, perché all’inizio non c’era verso di memorizzare ‘sti “sauri-nomi”! Al momento, posso dirvi che il dinosauro che mi sta più simpatico è l’oviraptor, perché aveva le piume (nei libri le dipingono di color turchese) che personalmente trovo molto chic… e quello con le placche ossee, che piace tanto a mio figlio, si chiama stegosauro.

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Perché giocare per gli adulti è difficile?

Tè con i dinosauri, minestre di sabbia e fiori, un’ennesima torre traballante di lego… a volte giocare con i propri figli assomiglia di più a una velata tortura mentale. Provate a ricordarvi che cosa sentite quando giocate con loro. Andateci senza filtri, non lo diremo a nessuno. C’è un po’ il gusto di obbligo?

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Una cosa un po’ noiosetta? Con il retrogusto di fare le cose stupide e di dover sorridere alle battute che non hanno senso? Forse a un certo punto vi chiedete se è normale provare questi sentimenti con i propri figli. Esistono genitori che si divertono per davvero? È normale che non siamo perennemente entusiasti di giocare?

La risposta breve – si, è normale. Non siamo più bambini, abbiamo i nostri interessi, la casa da pulire e mille problemi da risolvere per organizzare la vita attorno a questi piccoli fiori. La mamma perfetta e il papà-modello sempre sorridenti, adoranti di qualsiasi cosa produca la loro prole è la più grande invenzione dell’era pubblicitaria.  

La risposta lunga è che per giocare e divertirsi nel frattempo, secondo noi, basterebbe affrontare questa attività da una prospettiva diversa.  

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