Giocare come le orche

Spostiamo per un attimo il nostro focus dall’ homo sapiens alle orche, i più grandi dei delfini, dalla distinta colorazione bianconera. Esistono numerose prove della loro intelligenza, ma per non divagare troppo vi racconto solo questo: alla fine dell’ 800 è stato documentato il caso delle orche che aiutavano i marinai delle baleniere, avvertendoli con segnali sulla presenza della balena nelle acque, in cambio di un ‘assaggio’ del pescato, dopo che la balena fosse tirata fuori dall’acqua (fonte). Direi che, come minimo, sono furbe. 

Eccovi un video di National Geographic , che fa vedere come un gruppo di orche attacca una balena blue (l’animale più grande che esiste sulla terra in questo momento). Se paragoniamo un’orca a una macchina media in termini di dimensioni, la suddetta balena sarebbe un turbo-treno, capace di sviluppare alta velocità in pochi secondi. A seguito dell’attacco la balena naturalmente scappa (in un battibaleno?). E cosa fanno le nostre orche? Stanno lì tranquille e ridacchiano contente (ok, me lo sono immaginato io, ma è molto verosimile). Notate, non sono molto preoccupate di inseguire la balena, le dicono:  

– Tranquilla, amica. Era solo uno scherzo, – interpretazione fornita dalla biologa marina Nancy Black, che osserva questi superpredatori nel loro habitat naturale da più di 25 anni. 

Era solo un gioco. Gli animali intelligenti giocano parecchio. Quelli più intelligenti giocano ancora di più. Non sappiamo esattamente a cosa serve: forse è un modo per modellare la realtà provando in stile leggero e scherzoso le situazioni che possono davvero accadere, oppure un’occasione per rinforzare i legami sociali dentro un gruppo… Una cosa è certa, il legame tra il gioco e l’intelligenza c’è. Perciò vorrei invitarvi a usare la scusa di dover passare il tempo con i vostri figli o nipoti per giocare un po’ di più. Per lo scopo evolutivo, ma anche per il semplice piacere di farlo.

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