Come onde nel mare

Mettiamo il pregrafismo sotto la lente?

A volte dimentichiamo che la nostra scioltezza nello scrivere è il frutto di anni e anni di lavoro: eravamo anche noi tesi, stringevamo la penna forse un po’ troppo forte e non sapevamo bene fare i due cerchi dell’8.

In Germania, dove lo psicologo Manfred Spitzer nel suo studio “Demenza digitale” ha di recente messo in relazione tecnologia, effetti negativi sull’ippocampo e Alzheimer, una ricerca ha appurato che il 70% dei bambini in uscita dalla scuola materna non mostra di avere i necessari prerequisiti motori per poter affrontare l’apprendimento del corsivo. Fra le cause: mancanza di attività fisica, carente manualità, assenza dell’esempio dei genitori, che non li aiutano a esercitarsi, e come loro usano ormai solo computer, smartphone e tablet:

“Oggi non si gioca più in strada, non ci si arrampica sugli alberi, non ci si allaccia le scarpe, non si corre e salta, non si infila un ago. Si premono tasti, o si tocca uno schermo, tutte cose che richiedono l’uso di altri muscoli rispetto a quelli per tenere in mano una penna, e che non consolidano la coordinazione necessaria a scrivere in corsivo”, sostiene la pedagogista Stephanie Müller, che conclude provocatoriamente: “Se ho imparato solo a marciare, non riuscirò a imparare a ballare la salsa”.

Allora come possiamo aiutare i nostri figli ad affrontare l’apprendimento della scrittura senza troppo stress?

Potrebbe essere un’idea fargli fare i movimenti base con il nostro gioco di oggi, si chiama “Onde” e aiuterà i vostri figli ad avvicinarsi alla scrittura a gonfie vele!

Vorrei fare una precisazione, il gioco è pensato per i bimbi di 3-6 anni di età. Lo scopo del gioco però non è insegnare a scrivere più presto possibile, ma di fornire al bambino i giusti strumenti per esercitarsi alla scrittura giocando. Quindi la parola chiave è il gioco!

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Tempo a disposizione: 20-30 min

Occorrente: pennarelli con la punta spessa di diversi colori, fogli di carta, rotolo di carta igienica per disegnare e una scatola di cartone.

Procedimento:

  1. Srotolate il rotolo di carta e chiedete al vostro bimbo di disegnare delle onde (intendo, linee ondeggianti) senza mai staccare la penna dal foglio, prima ad occhi aperti e poi chiusi. Lo dicono gli esperti: “Quando si chiudono gli occhi la concentrazione si sposta sulle forme da visualizzare con la mente e il gesto diventa meno contratto. Di solito, le forme eseguite ad occhi chiusi saranno più sciolte. Una volta visto il risultato il bambino comprende che può farle anche ad occhi aperti, la scrittura in tal modo diventa più sinuosa”.
  2. Dopo alcuni tratti semplici, sempre ondeggianti o a cerchio si può passare alla realizzazione delle lettere, incominciando da una serie di eeeee poi llll, sempre col gioco degli occhi aperti e chiusi, che i ragazzi trovano molto divertente, lo fanno volentieri.
  3. Prendete la scatola di cartone e chiedete al vostro bimbo di decorarla con le linee colorate senza staccare il pennarello mentre voi contate fino a 15 (20, 25, ecc.).

Se avete ancora qualche dubbio sull’importanza della scrittura in corsivo, gli ultimi studi dimostrano che l’apprendimento del gesto di scrittura sembra giocare un ruolo cruciale nella scomparsa degli errori speculari.

Virginia Berninger dell’Università di Washington conferma:

“In termini di costruzione del pensiero e delle idee, c’è un rapporto importante tra cervello e mano. La scrittura manuale legata accende massicciamente aree del cervello coinvolte anche nell’attività del pensiero, del linguaggio, e della memoria”.

E voilà! Per concludere con una battura russa, “Qual è il miglior modo di decorare la casa? Lasciare il bimbo con pennarelli da solo in una stanza” ))




Il gioco di grandi numeri (e lettere)

Nei bimbi maschi, in particolare, lo sviluppo della motricità fine avviene addirittura dopo l’inizio della scuola, per cui alcuni autori consigliano di tardare, dove possibile, l’inizio della scuola per evitare di rimanere stigmatizzati dai cliché.

Perché non usare allora la motricità grande? (dove i maschietti sono di solito molto più abili)

Eccovi un gioco da fare. Provate a disegnare insieme ai vostri figli i numeri e le lettere grandi sulla sabbia (sulla neve o nell’aria) con l’aiuto di un bastone.

*Ricordatevi che devono essere abbastanza grandi. Possono essere solo lettere, o parole semplici. Potete chiedere con quale lettera inizia il suo nome oppure una certa parola.

Ecco alcune variazioni di questo gioco:

  • Disegnare numeri o lettere per terra strisciando i piedi
  • Fare i numeri con movimento della testa
  • Disegnarli sulla schiena

Questo esercizio li aiuterà a memorizzare le forme e le proporzioni delle lettere e dei numeri, nonché a calibrare il funzionamento di diversi sistemi cognitivi, responsabili per la visualizzazione interna, coordinazione mente/mano-braccio (e non ancora mano-dita), orientamento nello spazio, “dosaggio” della forza necessaria per fare una linea omogenea.

È un gioco perfetto per quando siete al parco giochi o in spiaggia in vacanza. Ma anche quando siete al ristorante ad aspettare i vostri piatti (un’alternativa abbastanza valida allo sbattere la testa contro il tavolo, no?)

Quando questo gioco diventerà troppo facile, saprete che sono pronti per passare ai veri giochi di pregrafismo. Ma di questo vi parleremo nei prossimi articoli!




La materia più incompresa della scuola italiana

-Quanta pasta metto?

– Siamo in tre. Conta circa 100 g a testa. Se il pacco è di 500 g, dovresti metterne un po’ più di metà.

Semplice, no? Questa è matematica.

Comprare il cibo al supermercato, pagare la multa, raccogliere i soldi per un regalo, e se proprio vogliamo, disegnare una persona in proporzione, per tutto questo serve sapere le basi della matematica.

Personalmente, trovo che ci siano poche materie così intuitive, così immediate nel loro utilizzo. Allora perché è diventato di moda snobbare l’aritmetica?

Giocando una sera con le cuginette del mio figlio, forse, ho trovato la risposta.

A differenza della scuola italiana, nella scuola russa la matematica è un must. Probabilmente per questo tra i libri scolastici di mio figlio di 4 anni c’è anche il testo “Le basi della matematica e della logica” (preparato proprio per bambini di questa età). Quel giorno la banda dei tre (2 cugine di 5 anni e mio figlio di 4) è rimasta praticamente incollata al libro a fare “gli esercizi” sul raggionamento logico e conti . L’assorbimento della loro attenzione era totale, non volevano smettere nemmeno dopo una quarantina di minuti.

A questo punto ho avuto una rivelazione spontanea: forse è il modo in cui insegniamo la matematica ai nostri figli che è sbagliato? Forse non esiste un approccio unico che divide tutte le persone nelle categorie “con mentalità matematica” o “senza”, ma tanti approcci per abbracciare i conti. Qualcuno vorrà gli esempi dal mondo delle macchine, qualcuno conterà gli unicorni, chi percepisce i numeri come dei colori, chi attraverso il ritmo.

La capacità di contare e di ragionare è alla portata dei bimbi piccoli, al posto di “proteggerli” da queste attività o trasmettere loro l’insicurezza, bisognerebbe dar loro una mano, costruire una sorte di ponte dal mondo dell’immaginario verso la concretezza.

Oggi vi proponiamo di fare un gioco dal portale australiano Maths Mentality. Si tratta di un semplice gioco di collegare i punti numerati andando nell ordine creascente per ottenere un disegno. La particolarità? Il passo non è di 1, ma di 3 e poi di 5.

Provate a farlo con i vostri figli e ad ottenere una risposta giusta per voi.

Gioco matematico




Gioco per imparare le lettere con… biscotti

Le massime di psicologia cambiano come i modelli dei telefonini: dare da mangiare sempre la stessa cosa contro mangiare i cibi più vari, evitare qualsiasi tipo di sport per non aggravare l’asma contro puntare sull’attività fisica per curarla. Gli esempi sono una miriade. L’unica cosa che non cambia è la capacità dei bambini di adattarsi a qualsiasi pensiero del momento, per sopravvivere.

Chi è nato in montagna, impara a sopportare l’altitudine e macinare i dislivelli, chi è nato nella foresta, impara in fretta a distinguere le piante e orientarsi a seconda della posizione del muschio sui tronchi. I bambini sono come delle spugne, fatte per assorbire le cose nuove. E nell’era informatica, dove viviamo noi, occorre imparare i numeri e le lettere. E allora perché non imparare proprio dal proprio nome e magari data di nascita?

Ecco una ricetta facile-facile per fare i “biscotti letterari”. L’idea è di fare biscotti a forma di lettere e numeri per imparare italiano, ma poi perché no, anche inglese, o altre lingue ancora.

Età A partire da 5 anni
Tempo Circa 1 ora
Dove Sul tavolo della cucina
OccorrenteIngredienti:
- 5 bicchieri di farina
- 1/2 bicchiere di zucchero
- 2 uova
- 1/2 bicchiere di olio
- 1/2 bicchiere di yogurt
- lievito
- scorza di limone

Oltre agli ingredienti per i biscotti e un recipiente per amalgamarli, sono necessari:
- un mattarello per stendere la pasta
- una teglia per cuocere i biscotti
- un forno (si consiglia di cuocere i biscotti a circa 220° per 10-15 minuti a seconda dello spessore)
Descrizione 1. Impastate il tutto e poi tirate con il mattarello; se l’impasto non è omogeneo aggiungete un po’ di yogurt per ammorbidirlo o un po’ di farina per renderlo più consistente.

2. Messo a punto l’impasto, stendetelo con un mattarello avendo cura di infarinare le superfici; lo spessore deve essere di circa mezzo centimetro.

3. Adesso comincia il vero gioco: può essere il bambino stesso a ritagliare i rotolini o striscioline per formare le lettere dell suo nome o dei nomi di mamma, papà, sorelle, fratelli, nonni… a voi la scelta! Ottimi anche i numeri che indicano compleanni.

4. Le lettere biscotto o i numeri biscotto saranno passate in forno per circa 15 minuti. Al termine della cottura si disporrà di lettere e numeri per comporre nomi o date di nascita.

Dopo la cottura i biscotti sono pronti per comporre nomi e date e stupire tutti. Intanto il bambino si è divertito e ha imparato non solo a riconoscere le lettere e i numeri, ma pure a scriverli!
CauteleSi deve mettere in conto che, per quanta attenzione si faccia, alla fine un po' di farina finirà anche sui vestiti, oltre che sparsa per la cucina. Provate a seguire il gioco, senza pensare a cosa dovreste lavare e pulire dopo. E' opportuno comunque usare un grembiulino.
CostoNullo, si possono usare gli ingredienti e accessori che ci sono in casa
Perché ci piace# Potenzia la manualità e coordinamento delle azioni.

# Migliora l'attenzione.

# I bambini sono entusiasti quando si tratta di impastare gli ingredienti, stendere la pasta con il mattarello, ritagliare le strisce o fare cordoncini di pasta per formare le lettere o i numeri. Fare questo lavoro insieme è un ottimo modo per diventare più complici con i propri figli o nipotini.

Alla fine del gioco si ottengono biscotti da mangiare. I bambini sono molto orgogliosi di produrre qualcosa di utile, qualcosa che può essere mangiato anche da mamma e papà.

Se ti piace pasticciare con i bimbi in cucina, prova a prendere qualche spunto dall’articolo Arte farinosa o come giocare con quello che c’è in cucina.