Perché giocare per gli adulti è difficile?

Tè con i dinosauri, minestre di sabbia e fiori, un’ennesima torre traballante di lego… a volte giocare con i propri figli assomiglia di più a una velata tortura mentale. Provate a ricordarvi che cosa sentite quando giocate con loro. Andateci senza filtri, non lo diremo a nessuno. C’è un po’ il gusto di obbligo?

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Una cosa un po’ noiosetta? Con il retrogusto di fare le cose stupide e di dover sorridere alle battute che non hanno senso? Forse a un certo punto vi chiedete se è normale provare questi sentimenti con i propri figli. Esistono genitori che si divertono per davvero? È normale che non siamo perennemente entusiasti di giocare?

La risposta breve – si, è normale. Non siamo più bambini, abbiamo i nostri interessi, la casa da pulire e mille problemi da risolvere per organizzare la vita attorno a questi piccoli fiori. La mamma perfetta e il papà-modello sempre sorridenti, adoranti di qualsiasi cosa produca la loro prole è la più grande invenzione dell’era pubblicitaria.  

La risposta lunga è che per giocare e divertirsi nel frattempo, secondo noi, basterebbe affrontare questa attività da una prospettiva diversa.  

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